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Quando la Posta è parte della comunità

La casa di riposo di Morbio Inferiore non ospita solo persone anziane, ma anche la Posta. In visita nel Ticino meridionale.

Claudia Iraoui

Sezione Rich Content

Impiegata postale sorridente dietro un bancone giallo e verde, che tiene una grande cassetta grigia «PostMail» all’interno di un ufficio postale.
L’impiegata della casa per anziani Linda Bosisio si occupa anche delle operazioni allo sportello postale.

Diversamente da quanto possa lasciar intendere il nome, in fatto di soluzioni innovative Morbio Inferiore non è secondo a nessuno. Il paesino sorge sulle pendici di una collina nel sud del Ticino, terra di confine e di passaggio, di frontiere e di attese. Dalla terrazza della casa per anziani Parco San Rocco si scorge l’autostrada, con i camion incolonnati al confine. L’aria è pesante di umidità; la pioggia della scorsa notte ha infatti lasciato una bruma sottile che avvolge i colli.

Sono appena passate le otto quando Linda Bosisio, impiegata amministrativa della casa per anziani, prende posto alla reception. La giornata è già iniziata e c’è un certo fermento. Il furgone giallo di Michela Terzi, addetta al recapito, si ferma davanti all’ingresso: sono in arrivo pacchi, giornali e lettere da incasellare. Questa è la sua prima tappa. «I giornali per i nostri ospiti hanno la massima priorità», spiega Bosisio, che in passato faceva la postina. «Per le anziane e gli anziani dell’istituto rappresento una forma di contatto con il mondo esterno». E infatti uno alla volta arrivano, salutano, ritirano il quotidiano e se ne vanno col giornale sottobraccio.

Veduta di un villaggio con tetti in tegole rosse e un piccolo campanile, sullo sfondo colline boscose.
Morbio Inferiore nel sud del Ticino.

Da esperimento a microcosmo

Dal 2017 la casa per anziani ospita una filiale della Posta in partenariato: un piccolo esperimento di convivenza che negli anni si è trasformato in un modello esemplare. John Gaffuri, direttore di Parco San Rocco, parla di benefici reciproci: la casa per anziani ha rafforzato la sua funzione di polo per la comunità, mentre la gente del posto può usufruire di un servizio comodo e familiare. Oltre alla casa di riposo qui ci sono infatti anche un gruppo di gioco e perfino una panetteria. Un vero microcosmo che funziona.

Alle nove in punto, come tutti i giorni, il segretario comunale Luca Ongaro varca la soglia con un mazzo di lettere in mano. «Devo solo attraversare la strada, è davvero pratico», spiega il funzionario, e aggiunge: «È sempre un peccato quando un ufficio postale chiude; è un evento che provoca disagio, soprattutto nelle persone anziane. Garantire il servizio postale è sempre importante». Linda Bosisio annuisce: la digitalizzazione semplifica la vita, ma non è sempre affidabile. «Quando salta internet bisogna fare all’antica. Per fortuna mi ricordo ancora come si faceva un tempo», sorride.

Prelievi in contanti limitati

Un’ora dopo varca la soglia Bianca Schaub. Dopo aver prelevato, l’elegante signora si ferma a chiacchierare con Linda. Poi raggiunge i fratelli Alfred e Clemens, ospiti della casa di riposo, e si siede con loro in giardino. «Vengo qui tutti i giorni», spiega. «Ormai Linda è un’amica». Qui può fare i suoi bonifici, mentre per le operazioni più complesse deve recarsi a Chiasso. «Ricevo pochi pacchi e qualche raccomandata, come quando ho perso la carta di debito». L’unico aspetto negativo è il limite di 50 franchi per i prelievi in contanti. «Per le persone anziane o per chi non guida è un problema». (Nota della redazione: questa cifra è l’importo minimo garantito. A loro discrezione, i partner possono versare importi superiori, fino a 500 franchi.)

Armando Crivelli, un arzillo signore di 94 anni che vive nella casa per anziani con la moglie, è felice di avere la Posta letteralmente a casa sua. «Ormai però mi serve di rado. Ogni tanto mi arriva giusto qualche fattura da pagare».

In Ticino ci vuole fantasia

Intanto in giardino scoppietta un fuoco. Il cuoco Mathieu Ghizzardi e l’apprendista Lara Eira sono intenti a preparare l’ultima grigliata della stagione. La giovane non si è mai posta il problema della chiusura delle filiali, mentre lui, invece, riflette: «Un ufficio postale è un luogo storico. Ma i tempi cambiano…».

Il cuoco Mathieu Ghizzardi e l’apprendista Lara Eira, in abiti da lavoro bianchi, sotto una struttura in legno immersa nel verde.
Il cuoco Mathieu Ghizzardi e l’apprendista Lara Eira.

In Ticino la trasformazione della rete postale procede in modo diverso rispetto alla Svizzera tedesca. Patrick Soldini, specialista di design della rete e formati partner alla Posta, spiega: «Nella Svizzera tedesca la Posta può appoggiarsi a realtà locali come Volg, che ha tante filiali». In Ticino invece bisogna lavorare di fantasia: qui possono diventare partner della Posta ristoranti, macellerie e case per anziani. «L’idea è creare poli di aggregazione dove la gente può usufruire di diversi servizi e al contempo incontrarsi». Per questo è ottimista: «Ormai la trasformazione non è più un tabù. C’è comprensione, anche da parte delle amministrazioni».

Morbio Inferiore non è solo un comune di confine: ogni giorno qui si sperimenta la convivenza tra modernità e tradizione. Un luogo d’incontro in cui vita quotidiana, comunità e servizi si intrecciano in perfetta armonia.

Le filiali in partenariato

Attualmente le filiali in partenariato sono oltre 1200. Forniscono un contributo importante al servizio postale universale in Svizzera e sono un elemento imprescindibile della rete postale. Le filiali in partenariato offrono circa il 90% dei servizi di una sede tradizionale e si distinguono per gli orari di apertura e una buona raggiungibilità, soprattutto nelle regioni rurali. La soddisfazione della clientela nei confronti di queste filiali si attesta a 80 punti su 100, un punteggio di tutto rispetto.

scritto da

Claudia Iraoui

Channel Manager Digital